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LE ORIGINI DELLA MEDICINA AYURVEDICA


Il Comus della letteratura induista sulla medicina e la salute si chiama Ayurveda, ovvero "scienza della lunga vita". Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che l'Ayurveda fosse un Veda minore, forse supplementare all'Atharvaveda, ma altri contestano questa tesi. A prescindere dalla loro collocazione letteraria, questi testi sono comunque considerati scritture sacre.

I più antichi testi vedici, scritti tra il millecinquecento e il milleduecento a.C. trattavano in modo particolare dell'età avanzata, dì svariate afflizioni e prescrivevano cure che comprendevano l'uso di preghiere e rimedi erboristici. Ancora più importante è rilevare che le concezioni Vedice antiche sulla formazione dell'essere umano corrispondono alle più tarde descrizioni Ayurvedice.

L'origine della conoscenza medica Ayurvedica sembra derivare da una combinazione di quanto appreso per diretta ispirazione divina e della memoria di insegnamenti degli antichi saggi.

Nel Caraka Samhita, il principale e più antico testo Ayurvedico conosciuto, la narrazione inizia proprio con un raduno di grandi sapienti: i più saggi e santi uomini della valle dell'Indo si radunarono ai piedi dell'Himalaya per affrontare il problema della malattia, da cui essi desideravano liberare tutti gli esseri viventi, in modo che il popolo potesse osservare gli obblighi religiosi e procedere verso la realizzazione del Sé.

Il  Caraka Samhita prosegue quindi il racconto, dicendo che i saggi incaricarono Bhardwaja di recarsi da lndra, un dio che era esperto di cure e medicine. Indra aveva appreso la  conoscenza dagli Ashwin (medici celesti), che a loro volta l'avevano ricevuta dallo stesso Brahma. Anche nel Sushruta Samhita, un altro importante testo Ayurvedico che tratta in particolare di chirurgia, l'origine della conoscenza ha natura divina, sebbene in questo caso il messaggero sia Dhanvantari e non Bhardwaja.

Si può notare come i testi Ayurvedici implichino una relazione tra conoscenza medica e pensiero religioso e filosofico, di cui non escludono che la prima possa rappresentare un'evoluzione.


 L'ayurveda è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dall'antichità, diffusa ancora oggi più della medicina occidentale.
Ayurveda è una parola composta da ayur, durata della vita o longevità e veda conoscenza rivelata. Molti traducono erroneamente l'ayurveda come scienza della vita.
In realtà è un sistema medico molto vasto e complesso comprendente aspetti di prevenzione, oltre che di cura, che permettono, se applicati rigorosamente, di vivere più a lungo, migliorare la propria salute e rispettare il proprio corpo.
Viene citata per la prima volta nel Caraka Samhita, un trattato di 500 principi medicinali compilato durante il regno dell'imperatore Kanishka

è attualmente annoverata dall'Unione Europea e dalla maggior parte degli Stati membri tra le medicine non convenzionali la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati.

Antico e complesso sistema, si è sviluppato nella sua forma attuale attraverso millenni di ricerche e sforzi innovativi. L'ayurveda si occupa da tutti i punti di vista del benessere dell'uomo, nel suo aspetto fisico, psichico e spirituale e si occupa delle patologie tanto quanto dello stato di salute normale. Lo scopo è quello di aiutare i malati a curarsi, e le persone sane a mantenere il proprio benessere e prevenire le malattie.

I principi medicinali utilizzati sono, in genere, minerali, metalli purificati e combinati con acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi etc. La maggior parte è di natura fitoterapica, come l'Amalaki (emblica officinalis), il Trikatu, un composto di tre erbe, zenzero, pepe e pippali (piper longum), Haridra (curcuma), Brahmi (Bacopa Monnieri), Tulasi (Ocimum sanctum), Erand (Ricinus communis), Guduchi (Tinospora cordifolia), Kumari (aloe), Gokshur (tribulus terrestris).

Ogni medicinale ha una specifica modalità di utilizzo, perché agisca alla sua massima efficacia.


Le origini dell'ayurveda sono intrise della ricca mitologia indiana. Si ritiene che l'ayurveda, la "scienza della vita", risalga a Brahma, creatore dell'universo. Costui fece dono del sistema ayurvedico a Daksa Prajapati e da questi agli Asvin, ed infine da loro ad Indra, signore degli dei vedici. Da Indra infine l'ultimo passaggio ai suoi 4 discepoli, Bharadvaja, Atreya, Kasyapa e Dhanvantari. Nella Caraka Samhita, nei primi capitoli, è narrata la storia dell'origine mitica dell'ayurveda.

Origini storiche

Le origini storiche dell'ayurveda si perdono indietro nei secoli, addirittura in un'epoca precedente al ritrovamento di documenti scritti che certifichino la sua esistenza. Si tende a datare infatti le origini storiche dell'ayurveda a ritroso fino a 6000 anni fa, sebbene le prime fonti scritte, che furono alla base dell'ayurveda, ovvero i Veda, vengano fatte risalire "solo" a 2000-2500 anni fa. è opinione condivisa infatti che come per molte altre tradizione ed opere, anche per l'ayurveda e per i Veda, ci sia stata una capillare diffusione orale prima della sistemizzazione in forma scritta.


 I dosha

Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell'individuo. Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano.

I tre dosha sono:

VATA
Composto da spazio (akasha ) e aria (vayu), è il prin cipio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna..). Le sue qualità sono: freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidezza e fluidità. La sua sede principale è il colon ed i suoi 5 sub-dosha sono: Prana, Udana, Samana, Apana e Vyana.
pittaPITTA Composto da fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo detto anche agni) che mentale (elaborazione delle emozioni). Le sue qualità sono: caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l'intestino tenue ed i suoi 5 sub-dosha sono: Pacaka, Ranjaka, Sadhaka, Alochaka e Bhrajaka.KAPHA Composto da acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. Le sue qualità sono: freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità. I suoi cinque sub-dosha sono: Kledaka, Avalambaka, Bodhaka, Tarpaka e Slesaka.


 I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare. Secondo l'ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha (vikriti); l'individuazione degli squilibri in un dosha, corrispondente alla diagnosi, conducono a trovare i rimedi per ristabilirne lo stato di equilibrio individuale (prakriti) e quindi la guarigione. Le principali cause di squilibrio dei dosha sono tre:

    * il prajna-aparadha, ovvero l'errore dell'intelletto che si concretizza   nel ripetere azioni, tenere atteggiamenti che, pur sapendo intrinsecamente sbagliati, vengono perpetuati in nome di desideri o pulsioni materiali

    * il kala-parinama, ovvero le oscillazioni dei dosha all'interno del giorno, delle stagioni e della vita;

    * l' asatmyendriyartha-samyoga, ovvero l'errato uso dei sensi, intendendo con questo un uso improprio in eccesso o difetto dei sensi.



 
Terapie ayurvediche


Per terapie ayurvediche si intendono tutte quelle tecniche volte a riequilibrare l'equilibrio dei dosha, lavorando quindi sullo stato di vikriti al fine di ripristinare la prakriti dell'individuo. Alle diverse sostanze da assumere, l'ayurveda affianca esercizi differenti secondo lo stato di salute, tipicamente posizioni yoga e tecniche di respirazione profonda.






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